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Imposta sul tabacco: Il Consiglio federale perde un importante strumento di prevenzione del tabagismo

La Lega svizzera contro il cancro, la Lega polmonare svizzera, la Fondazione di Cardiologia, Dipendenze Svizzera e l’Associazione svizzera per la prevenzione del tabagismo esprimono la loro delusione per la decisione del Consiglio degli Stati di non volere trasferire al Consiglio federale nessuna nuova competenza per un rincaro dell’imposta sul tabacco.

Dopo la decisione dello stesso tenore dell’ultimo dicembre del Consiglio nazionale riguardo all’imposta sul tabacco e il rinvio della Legge sui prodotti del tabacco nel giugno e dicembre 2016 da parte dei Consigli nazionale e degli Stati, i Consigli hanno deciso, per la quarta volta di seguito, contro la protezione di bambini e adolescenti dai prodotti del tabacco e indebolito sensibilmente la prevenzione del tabagismo in Svizzera.

Eppure l’imposta sui tabacchi è uno strumento effettivo di prevenzione del tabagismo. Grazie alla competenza limitata, negli anni passati il Consiglio federale era in grado di reagire in modo flessibile e veloce alle modifiche del mercato. Col congelamento di fatto dell’imposta sui tabacchi non si può più ricorrere a una delle misure più efficaci e di costo basso per diminuire il consumo dei tabacchi.

I rilevamenti nell’ambito di Monitoraggio svizzero delle dipendenze dimostrano che il Parlamento agisce contro la volontà della popolazione: nell’indagine 2015/16 il 61 percento della popolazione si esprime a favore di un aumento del prezzo delle sigarette da una media di 8.40 CHF a 9.30 CHF. Questo consenso non vale solo per l’insieme della popolazione: anche il 55 percento delle fumatrici e dei fumatori occasionali approvano un aumento del prezzo delle sigarette. Che questo consenso non corrisponda all’umore di un momento, bensì ad una reale esigenza, lo comprovano le precedenti indagini del 2012 e del 2014, che hanno espresso gli stessi risultati.

Una schiacciante maggioranza dei membri dei Consigli nazionale e degli Stati si dichiara favorevole alla protezione di bambini e adolescenti dai prodotti del tabacco. A questa dichiarazione della politica debbono seguire fatti.

Grandi o piccoli passi nel prezzo?
Il Consiglio federale dall’ultimo aumento della competenza nell’anno 2003 ha alzato le imposte sul tabacco sei volte per complessivi 1.70 CHF. Nello stesso periodo le multinazionali del tabacco operarono a piccoli passi un rincaro di complessivi 2.00 CHF della loro parte. Un pacchetto della marca più venduta costa attualmente 8.50 CHF. Un confronto con la politica dei prezzi delle multinazionali del tabacco dimostra che piccoli aumenti non danneggiano in alcun modo il giro di affari con i tabacchi. Grossi aumenti invece hanno, per un certo periodo, un effetto preventivo significativo.

Sigarette costose in Svizzera?
Il fatto che attualmente il franco sia forte e i prezzi delle sigarette presso i Paesi direttamente confinanti con noi siano apparentemente più bassi sono motivi a cui spesso ci si richiama per rinunciare a ulteriori adeguamenti delle imposte sul tabacco. Questi motivi non reggono a un esame approfondito. Considerando per un confronto serio i livelli relativi di prezzo degli Stati, risulta chiaro che il prezzo delle sigarette in Germania e in Francia, in rapporto al livello generale dei prezzi, è più elevato che in Svizzera (vedi carta).


Contatti per i mass media:
Associazione svizzera per la prevenzione del tabagismo
Verena El Fehri, Direttrice, 031 599 10 21, verena.elfehri@STOP-SPAM.at-schweiz.ch  

Lega polmonare svizzera
Elena Strozzi, responsabile Politica, prevenzione e comunicazione, 079 555 33 79, e.strozzi@STOP-SPAM.lung.ch

Dipendenze Svizzera
Corine Kibora, porta voce, 079 730 60 75, ckibora@STOP-SPAM.addictionsuisse.ch

Lega svizzera contro il cancro
Flavia Nicolai, responsabile stampa, 031 389 94 13, flavia.nicolai@STOP-SPAM.krebsliga.ch