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Industria

Fonte di inquinanti atmosferici

Le attività industriali e artigianali emettono numerosi inquinanti atmosferici, tra cui:

Contributo alle emissioni totali

Il contributo delle industrie alle emissioni totali di questi inquinanti è importante. Nel 2013, questo contributo rappresentava circa

  • 65% per l’anidride solforosa
  • 25% per gli ossidi di azoto
  • più del 50% per i COV
  • e il 30% per le polveri sottili (PM10)


Il contenuto di anidride solforosa nei carburanti e combustibili si è notevolmente ridotto negli anni 80 alfine di combattere le piogge acide. Ciò ha portato a un calo delle emissioni di anidride solforosa di ca. 70 % dal 1990. È quindi essenziale mantenere la normativa vigente.

È importante agire per ridurre le emissioni di composti organici volatili (COV) che sono dei precursori dell’ozono troposferico, nocivo per la salute respiratoria.

 

Basi legali

L'ordinanza contro l'inquinamento atmosferico (OIAt) stabilisce i limiti di emissione per gli impianti industriali. In alcune installazioni esistono però delle eccezioni e delle disposizioni particolari, ad esempio per

  • gli impianti di incenerimento dei rifiuti domestici
  • i crematori
  • le raffinerie
  • le cisterne
  • e i forni dei cimiteri

Dal 2000 è stata introdotta una tassa d’incentivazione di 3 CHF per chilogrammo di COV emessi, con lo scopo di ridurre il loro utilizzo. Da quando è stata introdotta questa tassa, le emissioni di COV sono diminuite di quasi il 40 %, arrivando a 80.000 tonnellate l'anno. Queste emissioni devono però essere ulteriormente del 30 % rispetto al valore registrato nel 2005.

Soluzioni possibili

Approcci normativi

 

  •  Per ridurre ulteriormente le emissioni di COV e raggiungere gli obiettivi fissati dal protocollo di Göteborg, deve essere esaminato un aumento della tassa d'incentivazione sui COV.

indicazione delle fonti: (BAG & BAFU 2015)