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Fonte di inquinanti atmosferici

La circolazione stradale è, da molto tempo, la principale fonte di numerosi inquinanti atmosferici, tra gli altri :

 


Benché la circolazione stradale sia aumentata, le emissioni sono state nettamente ridotte grazie a diverse soluzioni tecniche (per esempio i filtri antiparticolato diesel e i catalizzatori) e anche ad una legislazione più severa. Ciononostante, la quantità d’inquinanti atmosferici emessa rimane sempre troppo elevata.
 

 

Apporto all’insieme delle emissioni

La circolazione stradale è la fonte principale di numerosi inquinanti atmosferici. Nel 2013, l’apporto della circolazione stradale alla totalità delle emissioni corrispondeva a :
 

  • 46% per gli ossidi di azoto (NOx)
  • 15% per i COV
  • e circa il 20% per le polveri sottili (PM10)


I motori sono i principali responsabili di questo inquinamento.
 

  • Gli ossidi di azoto sono emessi principalmente dai motori diesel.
  • Senza filtro antiparticolato, questi ultimi emettono una quantità rilevante di particelle primarie.
  • I motori a benzina emettono, all’avvio, una quantità importante di composti organici volatili (COV), dei precursori dell’ozono (O3).

 

Basi legali

Le emissioni dei veicoli a motore sono regolamentate dalle prescrizioni relative ai gas di scarico che a loro volta si basano sulle norme europee. La legislazione attuale, la norma Euro 6, definisce dei valori limite di soglia secondo il numero e la massa di particelle di monossido di carbonio (CO), gli idrocarburi (HC) e gli ossidi di azoto (NOx). Questi valori limite sono differenti secondo i tipi di veicolo a motore.

L’obiettivo della Confederazione è di trasferire il traffico pesante delle merci dal trasporto su strada alla ferrovia. La tassa sul traffico pesante commisurata alle prestazioni (TTPCP) è un sistema d’incentivo finanziario che tassa il trasporto delle merci su gomma. Questa tiene conto anche delle emissioni inquinanti dei veicoli.
 

Possibili soluzioni

 

Approcci tecnici

  • Equipaggiare tutti i motori a combustione (benzina e diesel) di filtri antiparticolato di ultima generazione
  • e di catalizzatori SCR, per ridurre al minimo le emissioni di ossido di azoto.

 

 Approcci normativi

  • Continuare l’armonizzazione legislativa dei valori limite delle emissioni di ossido di azoto per i motori a benzina e diesel.
  • Il rispetto dei valori limite della norma Euro 6 è, al momento, testata su dei motori al banco di prova. Ciononostante, in condizioni reali, le emissioni sono nettamente più elevate. L’introduzione di nuovi test che valutino le emissioni in condizioni reali è quindi indispensabile.
  • Continuare lo studio del « mobility pricing » come strumento di regolazione del traffico che incentivi l’uso dei mezzi di trasporto rispettosi dell’ambiente che utilizzano in minore quantità le risorse naturali.
  • Testare un sistema di pedaggi urbani com’è stato fatto con successo a Stoccolma, per rendere più fluide delle zone particolarmente ingorgate.
     

 

indicazione delle fonti: (BAG & BAFU 2015)