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«In fin dei conti sono una combattente.»

Caterina Giuliani* ha la BPCO, una malattia polmonare grave e inguaribile. Per lei la cosa più bella è poter trascorrere un paio d’ore fuori casa. Grazie alla sua speciale bombola d’ossigeno mobile, di tanto in tanto riesce anche a farlo.

È come se stesse rientrando proprio in quel momento dopo aver fatto la spesa. Caterina Giuliani passa dall’anticamera alla cucina tirando dietro di sé un piccolo carrello. Ma se si osserva bene, si capisce subito che non si tratta del carrello della spesa ma del suo costante «accompagnatore »: una bombola d’ossigeno mobile. Caterina soffre di BPCO, una malattia polmonare che a causa di un’infiammazione cronica delle vie respiratorie e della loro progressiva restrizione rende sempre più difficile ogni respiro. Da oltre quattro anni dipende, 24 ore su 24, dall’apporto addizionale di ossigeno. Indossa i cosiddetti occhiali per l’ossigeno, collegati con un lungo tubo ad una grossa bombola. Senza questa apparecchiatura, l’autonomia respiratoria di Caterina Giuliani sarebbe ridotta a dieci minuti, poi l’ossigeno diventerebbe insufficiente. Oggi possiede una bombola d’ossigeno mobile che le basta per circa tre ore. È questo apparecchio che Caterina Giuliani utilizza quando esce di casa.

Una serie di sventure

Il tutto ebbe inizio nell’inverno del 1997. Caterina Giuliani cadde sciando, si ruppe il braccio e si slogò la spalla. Per mesi e mesi fu afflitta da forti mal di schiena. Dopo essersi sottoposta a varie terapie, i medici non intravidero che un’unica soluzione: una parte della colonna vertebrale doveva essere irrigidita. Due anni dopo la caduta Caterina Giuliani fu perciò costretta a sottoporsi ad un difficile intervento chirurgico alla schiena. «Ero molto indebolita, le diverse terapie e l’intervento chirurgico mi avevano sfinita», racconta. Ma il peggio doveva ancora venire. Al contempo, Caterina Giuliani si accorse di soffrire di una forma ricorrente di dispnea. Doveva fare delle inalazioni tre volte al giorno per poter respirare meglio. Il medico le diagnosticò la BPCO. Nonostante le terapie, la malattia polmonare continuò però a progredire anche negli anni successivi: un’evoluzione tipica della BPCO. La malattia purtroppo non è guaribile, i disturbi possono però essere mitigati con farmaci ed esercizio fisico.

La sensazione di vivere come una reclusa

Nel frattempo le terapie sono diventate ormai una componente fissa della sua vita quotidiana. La giornata di Caterina Giuliani inizia alle sette del mattino con le inalazioni. Alle nove fa colazione. La giornata poi la trascorre cucinando, leggendo, guardando la televisione, telefonando o cucendo, mettendo così a frutto anche il suo diploma di sarta. Anche gli esercizi quotidiani di ginnastica fanno parte della terapia. «Allora regolo l’ossigeno al livello 2», spiega mostrando il contenitore dell’ossigeno dove si può variare l’afflusso in funzione dello sforzo da sostenere. Due volte l’anno passa a visitarla un’assistente della Lega polmonare, che le dà consigli e informazioni e un importante sostegno morale. Una volta l’anno deve recarsi in ospedale per sottoporsi alla visita medica, al test della funzionalità polmonare (spirometria) e alla nuova regolazione dell’ossigeno. Altrimenti le uscite sono rare per Caterina Giuliani: trascorre infatti la maggior parte delle giornate nella sua abitazione. «Mangiare fuori con mia figlia è sempre un momento specialissimo», dice. Non si fida ad uscire da sola. Dipendendo dall’ossigeno è costretta a pianificare con la massima precisione le sue uscite. «Tuttavia non sono mai sicura che l’ossigeno mi basti veramente », afferma.

Il senso di felicità

Caterina Giuliani prende un piccolo album di fotografie dal soggiorno. Mostra i suoi quattro figli e i nove nipotini – tutto il suo mondo! Il marito è deceduto due anni fa. Una perdita che non supererà mai. E non solo per il sostegno che il marito le ha dato durante tutte le fasi della sua malattia, ma soprattutto per il dialogo, il sostegno, la confidenza che hanno caratterizzato tutto il loro rapporto. Sua figlia l’aiuta nei lavori domestici e si prende cura della biancheria, suo figlio sbriga tutta la corrispondenza. È solo grazie a questo sostegno che Caterina Giuliani può ancora vivere nella sua abitazione. La sua vicina provvede agli acquisti e ogni giorno le porta il giornale che lascia davanti alla sua porta al secondo piano. Il rituale del giornale è anche un modo per controllare che tutto vada bene. Se un giorno Caterina Giuliani non ritirasse il giornale, la sua vicina si allarmerebbe. Anche la Lega polmonare dà il suo aiuto: con visite regolari, una «hotline» disponibile 24 ore su 24, a cui Caterina Giuliani può rivolgersi in caso di problemi con il rifornimento di ossigeno, e con le Giornate delle boccate d’aria, un breve periodo di soggiorno assistito con lo scopo di rendere meno gravosa la vita delle persone affette da malattie polmonari. Caterina Giuliani ne parla con entusiasmo ancora oggi: «L’assistenza è stata veramente formidabile.»

Guardando avanti

«Accettare l’aiuto quando per tutta la vita si è stati autonomi è molto difficile», spiega Caterina Giuliani. Anche se oggi è ancora in grado di svolgere da sola molte incombenze, si sta adattando all’idea che con il passare degli anni e il progredire della malattia l’aiuto diventerà sempre più importante. In ogni caso si è già annunciata alla casa per anziani. Il suo più grande desiderio è quello di potere nuovamente uscire da sola, anche se solo per una breve passeggiata. «Ci penso tutti i giorni, ma ciononostante non oso farlo. Però ci sto lavorando, in fin dei conti sono una combattente», dice ridendo Caterina Giuliani. Fino ad allora si tiene in forma con esercizi di ginnastica e sta attenta a mantenere con cura il suo stile di vita. L’altra figlia che vive in Australia le ha regalato un lettore DVD, con un DVD con immagini della sua casa all’altro capo del mondo. E così Caterina Giuliani gira il mondo, anche se in realtà non potrà mai vedere l’Australia con i suoi occhi.

 

Valentina Röschli,

giornalista, Zurigo

 

* Il nome è stato cambiato dalla redazione

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