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Siete qui: Lega polmonare » Malattie » Asma » Ritratti » Giulia Botta*

"Giulia è molto diligente nel seguire la sua terapia."

Da quando a sua figlia Giulia* è stata diagnosticata con certezza un’asma, Laura Botta* può di nuovo tirare un sospiro di sollievo. Grazie al corso sull’asma organizzato dalla Lega polmonare, anche Giulia riesce a gestire molto bene la sua malattia. Del resto, persino Teo l’orsacchiotto ne è capace!

Giulia non è ancora rientrata a casa. Oggi pomeriggio è all’asilo. Nei suoi sei anni di vita ha già vissuto non poche disavventure: «Per Giulia tutto ebbe inizio all’età di due anni e mezzo», ricorda sua madre. Un’infezione contratta casualmente diede origine ad una forte tosse, che col passare del tempo non dava segni di miglioramento. Laura Botta fece visitare sua figlia, le somministrò i farmaci prescritti, ma la situazione non cambiava. Anche in seguito, Giulia continuò a contrarre infezioni accompagnate da dispnea e attacchi di tosse. «Una notte la situazione era diventata particolarmente critica», racconta Laura Botta. «Durante il sonno Giulia respirava con difficoltà, l’aria non riusciva più ad affluire regolarmente ai polmoni. Non volevo, però, svegliarla perché temevo che il suo respiro potesse interrompersi completamente», dice la madre. Lasciò perciò dormire Giulia, la svegliò di volta in volta per somministrarle i farmaci sotto forma di gocce, la lasciò inalare e stette attenta che continuasse a respirare. Laura Botta era estremamente preoccupata. Essendo un’infermiera, tutti i suoi sensi erano particolarmente all’erta. Per molto tempo non fu possibile diagnosticare con certezza di cosa soffrisse Giulia. «Ero in uno stato di profonda disperazione», spiega Laura Botta. Decise infine di contattare la Lega polmonare, che la indirizzò ad un pneumologo. Nel febbraio 2007 lo specialista diagnosticò un’asma della prima infanzia.

Il sollievo

Giulia è allergica al pelo di gatto e al crine di cavallo. Finalmente si riuscirono a spiegare i motivi degli attacchi di dispnea e di tosse: la famiglia aveva due gatti e Giulia andava a cavallo con una certa regolarità. Si è così proceduto ad eliminare dalla casa tutti i possibili agenti allergenici, con la conseguenza che la famiglia si è vista costretta, a malincuore, ad affidare i gatti ad altre persone. Giulia e sua sorella maggiore Sofia* hanno ricevuto in cambio delle tartarughe. «Non abbiamo però avuto il coraggio di toglierle la possibilità di andare a cavallo, dato che ci teneva così tanto», dice sorridendo Laura Botta. I servizi e il sostegno della Lega polmonare sono stati per la famiglia di grande sollievo. Nell’ottobre 2007, Laura Botta e Giulia hanno trascorso tre settimane e mezza alla Alpine Kinderklinik (Clinica pediatrica) di Davos, un soggiorno reso necessario dal fatto che Giulia, nonostante avesse iniziato la terapia subito dopo la diagnosi, subiva ancora frequenti attacchi di tosse. All’asma si sono poi aggiunti un’insufficienza di peso e un’immunodeficienza. Si ammalava quindi spesso ed era sufficiente un leggero raffreddore per scatenare una crisi.

Ben curata

Giulia apre la porta di casa. In una mano ha un pezzo di torta di carote mezzo sbriciolato. E nell’altra ha la sua borsa con dentro lo spray d’emergenza. «Giulia riesce a gestire molto bene l’asma», dice Laura Botta. Sa esattamente cosa fare in caso di crisi: «Inalare», dice Giulia arricciando il naso. La parte più importante del suo trattamento è costituita dalla periodica inalazione a secco. Con il cosiddetto Turbohaler Giulia fa le sue inalazioni al mattino e alla sera. Lo spray d’emergenza viene usato solo in caso di un attacco. Giulia lo porta sempre con sé. Le inalazioni fanno parte della sua routine quotidiana, come la pulizia dei denti. «Giulia è esemplare nel seguire la sua terapia ed è assolutamente cooperativa», dice sua madre. Mirjam Gremminger, assistente presso la Lega polmonare, lo conferma: «Giulia collabora sempre in modo eccellente durante tutti i test e tutte le terapie. Ha insistito perfino per imparare l’inalazione a secco, sebbene questa forma di terapia crea spesso notevoli difficoltà ai bambini», racconta l’assistente. Finora Giulia ha partecipato a numerosi corsi sull’asma e al corso di nuoto della Lega polmonare, dove ha imparato che vi sono molti altri bambini affetti da asma e che anche l’orsacchiotto Teo ha l’asma. «Teo è allergico ai pollini che la cattiva strega dei pollini diffonde nell’aria», racconta Giulia, «ma, insieme ai suoi amici, Teo può scacciare la strega dei pollini.» Nei corsi sull’asma i bambini esercitano la tecnica d’inalazione e imparano a reagire correttamente alle loro crisi di dispnea.

Sperare nella guarigione

Ora Laura Botta non ha più paura. Nel frattempo, Giulia è in grado di valutare molto bene quando è in atto una crisi di dispnea e quando deve reagire. Anche all’asilo tutti conoscono la particolare situazione di Giulia. «In caso di crisi, la cosa più importante è mantenere la calma e non farsi prendere dal panico», spiega Laura Botta. Per lei è essenziale che Giulia non venga isolata. Infatti, prende parte senza problemi a tutte le attività sportive dell’asilo. «Sa perfino correre più veloce di me», ammette sua sorella Sofia. Poi le due ragazzine ritornano ai loro giochi. Laura Botta e la sua famiglia hanno superato il peggio. Le probabilità che l’asma scompaia con la pubertà sono buone. Ma anche se la malattia dovesse persistere in età adulta, è possibile tenerla facilmente sotto controllo con opportune terapie.

 

Valentina Röschli,

giornalista, Zurigo

 

* I nomi sono stati cambiati dalla redazione

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