In primo luogo andrebbero sempre prese in considerazione le misure comportamentali, che in molti casi sono in grado di ridurre i disturbi. In casi leggeri si può arrivare addirittura alla loro scomparsa:
Nella maggioranza dei casi, però, le misure comportamentali non sono purtroppo sufficienti e si rendono necessarie delle misure aggiuntive. Sono sperimentati su larga scala:
Per questa terapia si fa ricorso ad un respiratore che insuffla una leggera ma continua corrente d'aria in una maschera nasale che il paziente indossa durante la notte. Nel tratto rinofaringeo si instaura così una pressione più elevata che impedisce l'occlusione delle vie respiratorie. La persona colpita può respirare di nuovo normalmente, non russa più e cessano le pause respiratorie. L'esperienza mostra che fin dall'inizio la maggior parte dei pazienti tollera bene la terapia e già dopo un breve periodo di tempo scompaiono i tipici disturbi. Un certo numero di pazienti sono inizialmente scettici a causa della comparsa di effetti collaterali (p.es. punti di pressione esercitata dall'apparecchio, mucose asciutte) oppure perché l'uso dell'apparecchio risulta fastidioso. In pratica, però, una gran parte di queste persone può essere aiutata efficacemente con una buona consulenza professionale.
Per i pazienti che non tollerano il trattamento CPAP o che non lo accettano per altri motivi, può essere proposto, quale trattamento alternativo, uno speciale dispositivo ortodontico. Questo dispositivo provoca un leggero dislocamento in avanti della mandibola, e quindi anche della lingua, impedendo così l'occlusione delle vie respiratorie. A condizione però che le gengive e i denti siano sani. Anche con dei dispositivi ortodontici si possono ottenere degli ottimi risultati. È importante tuttavia che il medico dentista effettui dei controlli successivi regolari al fine di poter identificare in tempo utile eventuali effetti indesiderati sui denti e sull'articolazione della mandibola.
In casi molto speciali, per esempio se le tonsille sono molto ingrossate, la sindrome da apnea da sonno può essere eliminata con un intervento chirurgico di tonsillectomia. Questo vale soprattutto per l'apnea da sonno nei bambini. Vi sono però anche nuove tecniche che prevedono l’asportazione del tessuto adiposo e del tessuto connettivo nel tratto faringeo. Nel singolo caso è tuttavia impossibile pronosticare se i disturbi respiratori miglioreranno dopo un intervento chirurgico.
Finora non esiste ancora, purtroppo, un trattamento medicamentoso efficace per la sindrome da apnea da sonno.
Alcune segnalazioni di pazienti fanno ritenere che alcuni metodi alternativi siano in grado, nelle forme meno gravi, di ridurre i disturbi. Tra questi, per esempio, la fissazione del palato molle, l'agopuntura cinese e i metodi per rafforzare la muscolatura della lingua e della trachea. Ci pervengono tuttavia anche segnalazioni che indicano come in molti pazienti queste alternative non funzionano in modo soddisfacente oppure eliminano solo il disturbo del russare, non però quello delle pericolose pause respiratorie. Gli esperti chiedono perciò maggiore chiarezza sulla reale efficacia di questi metodi alternativi e richiamano l'attenzione in particolare sulle conseguenze di un'apnea da sonno non trattata.
| Conclusione |
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| La sindrome da apnea da sonno è una malattia da non sottovalutare, le cui conseguenze (incidenti della circolazione, infarto cardiaco, ictus cerebrale) in caso di mancato trattamento o trattamento non corretto possono essere molto gravi. |
| Il fatto che l'80% delle persone colpite sia in sovrappeso, mostra chiaramente quanto siano importanti le misure volte a normalizzare il peso. |
| Oggi la terapia CPAP è quella più adottata perché viene tollerata dalla maggior parte dei pazienti e fa sparire completamente i disturbi. |
| In caso d'intolleranza alla terapia CPAP, i dispositivi ortodontici sono un'alternativa efficace in grado di ridurre i disturbi. |